The Mangrove

Il lotto di progetto è nella città di New York, a ridosso della passeggiata ricavata dalla vecchia linea ferroviaria dismessa, oggi denominata High Line.
Il progetto ha lo scopo di ideare un fattoria verticale, un edificio prevalentemente residenziale, autosufficiente sia dal punto di vista energetico che sotto il profilo alimentare.

Per ottimizzare la crescita delle varie colture in una fattoria verticale a New York City, bisogna utilizzare tutti gli elementi che ci circondano: terra, aria, sole e acqua.
Visto che la superficie di suolo disponibile è limitata, il sole e l’aria sono indipendenti, bisogna calibrare bene l’uso dell’acqua.
Sia per quanto riguarda l’acqua che viene dal cielo, cercando di non sprecarla e accumularla in apposite vasche di raccolta, sia quella che proviene dal fiume.
Ecco perché l’edificio è stato chiamato “la mangrovia”, in quanto usa tutte le possibili tecniche per catturare più risorse naturali possibili per alimentare e far crescere la massima quantità di vegetazione.

L’edificio è costituito da un basamento di tre piani con funzioni pubbliche e da dodici piani residenziali.
Nei primi tre livelli sono presenti gli atri di accesso, la zona commerciale e le sale espositive.
Sul tetto è presente un sistema di giardini pubblici e un percorso per lo sport all’aperto.
Il vano scale è composto da rampe, che distribuiscono i vari piani, circondate da culture idroponiche. Questo sistema è sia un laboratorio comune che un luogo per discutere e verificare i risultati della coltura.
Al centro delle rampe sono presenti quattro ascensori, per un collegamento verticale più veloce e immerso nel verde.
All’interno di ogni residenza, sfruttando gli ampi terrazzi e zone serra, sono presenti altrettante colture, che fanno di questo edificio un’architettura pienamente sostenibile.

Concorso realizzato con Arch. Giorgio Bagnasco, Arch. Matteo Baffico, Arch. Eugenio Capppetti e Arch. Anna Vercelli.

NYC Sky Condo