Komplementary

L’intervento è localizzato nella cittadina di Gjakova, Kosovo.
Il sito di progetto è caratterizzato dalla presenza del fiume Krena: esso è l’elemento di connessione principale dell’area, ma allo stesso tempo una netta linea di divisione, che spezza in due la città, creando diversi problemi di varia natura al luogo.
Inoltre molti degli edifici sono in stato di profondo degrado o di abbandono ed hanno bisogno di una riorganizzazione totale.
Il luogo dove attualmente rotea la maggior parte dell’economia locale è il grande Bazar.
Risalente ai tempi di dominazione ottomana, esso è il fulcro della vita sociale dell’area e deve rappresentare un punto centrale anche del progetto.

Il progetto propone di lavorare su un contesto del luogo totale, composto da una struttura sociale ed economica e non solo luoghi fisici.
Si vuole sviluppare la città storica non solo con una pragmatica riorganizzazione degli spazi del sito e con una ristrutturazione delle facciate degli edifici sulle rive del fiume, ma definendo un modo per usare tutte le strutture presenti, per sviluppare un commercio e rendere viva la città.
Il progetto si pone l’obiettivo di far diventare il canale la principale fonte di sviluppo e unione del luogo.
Il canale viene caratterizzato dalla presenza di una serie di chiatte modulari, che forniscono alla città molteplici opportunità. Esse infatti possono assumere diverse funzioni, dal commerciale al ricreativo, dal trasporto allo spettacolo.
Gli edifici vengono potenziati con l’introduzione di elementi modulari e multifunzionali.
Questi moduli possono anche essere installati in successione uno dopo l’altro a comporre nuove strutture indipendenti.

Il modulo multifunzionale colonizza tutta l’area della città, da Krena al fiume Trakaniqi River ed oltre.
Ogni spazio diventa il cuore della vita sociale e culturale, creando una nuova rete di commercio in tutta la città di Gjakova.

Un carattere essenziale di questo progetto è l’incremento dell’attività agricola e l’educare il cittadino a saperla sfruttare.
Il nuovo Bazar viene caratterizzato da un largo uso degli elementi modulari, che ne vanno ad ampliare considerevolmente la superficie e modificare le sue spazialità interne a seconda delle esigenze.
Le vecchie fabbriche dismesse vengono trasformate in centri di insegnamento delle attività artigianali e rese parti fondamentali della vita sociale.

Concorso realizzato con Arch. Ambra Andreotti, Arch. Danilo Chiesa, Arch. Walter Larteri e Arch. Anna Orlando

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